1. Chapter 1 (1/2)

nota: questa fanfiction è ambientata durante la seconda stagione di roswell.

trama: versione alternativa di 2x17 "cry you name". se alex, dopo aver ricordato di essere stato manipolato da tess, invece di andare subito a confrontarsi con lei fosse andato da isabel?

pairings: alex/isabel, liz/max, maria/michael

questi personaggi non mi appartengono, questa storia è stata scritta senza scopo di lucro.

galeotto fu il cibo tailandese

erano passate quasi due ore da quando gli avevano consegnato il suo cibo tailandese, ed alex - per un motivo che non riusciva bene ad identificare - non aveva proprio avuto voglia di mangiarlo; eppure di solito ne andava matto.

aveva passato un po' di tempo al computer, a rivedere le foto di las vegas e, naturalmente quelle del viaggio in svezia. si ripromise di procurarsi in formato digitale anche quelle del ballo. era una serata che meritava di essere ricordata, ed era sicuro che almeno un paio di foto di lui ed isabel meritassero di diventare un wallpaper. sorrise al pensiero e fu quasi sicuro che l'immagine di isabel sarebbe rimasta in pianta stabile sul suo desktop. le mancava già adesso e si penti di aver dato retta alle sue amiche che, con un eccesso di zelo, lo avevano convinto a rifiutare di uscire con la ragazza dei suoi sogni quella sera in modo che avesse lui il "controllo" in quella relazione. sera che fino a quel momento si era contraddistinta per la noia, la voglia di vedere e isabel e, non ultimo, il digiuno.

il suo stomaco protesto per la fame cosi alex scese giu in cucina per cercare qualcosa da mangiare, possibilmente nulla di orientale, trovo un po' di pizza fossilizzata in frigo e la mangio dopo averla scaldata al microonde.

ritorno in camera e vide la foto di lui e leanna, l'aveva incorniciata e si chiese se ad isabel avrebbe potuto seccare vederla, in fondo era una cosa sciocca, ma lui non smetteva di essere insicuro; non riusciva ancora pienamente a credere che la principessa di ghiaccio gli avesse aperto il suo cuore. dopo un po' decise che ne aveva avuto abbastanza di fossilizzare a casa come la pizza nel frigo e si preparo per uscire ed andare al crashdown. prima di uscire si diede un ultimo sguardo allo specchio dell'ingresso e fu un po' scioccato da cio che vide; incolpo la sua fervida immaginazione, afferro le chiavi e si diresse fuori.

in macchina non poté fare a meno di ripensare a cosa gli fosse appena successo, si era guardato allo specchio, ed accanto alla sua immagine riflessa ne aveva vista un'altra, ma molto piu pallida e trasandata, quell'altro se stesso aveva iniziato a parlare, a dire qualcosa sugli alieni, sui quattro reali. penso che fosse da pazzi immaginarsi una cosa del genere, neanche i primi tempi in cui aveva saputo della vera natura di isabel, max e michael la sua mente gli aveva giocato scherzi del genere. che fosse come diceva kyle? in poche parole, piu li frequenti e piu ti influenzano? o poteva avere a che fare con la sua nuova vicinanza con isabel? forse era semplicemente solo stanchezza…

proprio quando decise di non pensarci piu, anche perché gli sem

ava di non potersi concentrare pienamente, vide qualcosa riflesso nello specchietto retrovisore: di nuovo lui, come se invece di stare alla guida, alex stesse seduto sul sedile posteriore. freno

uscamente e si giro di scatto: sul sedile posteriore dell'auto non c'era nessuno. questo era logico ma non riusciva a spiegarsi come fosse possibile cio che aveva visto. si passo le mani sul volto e sospiro. riprese a guidare senza neanche rendersi conto di dove stesse andando, solo dopo essere passato davanti al crashdown si ricordo che era diretto proprio li e fermo l'auto.

prima di scendere dall'auto mormoro il nome di isabel, ma la sua mente era in piena confusione, entro nel locale che non era molto affollato, essendo ormai vicina l'ora della chiusura. con lo sguardo rivolto verso il basso si diresse dritto al bancone e si sedette continuando a non fare caso a chi gli stesse intorno.

isabel osservo il tutto e le sem

o strano che alex non avesse dato neppure un'occhiata in giro e non si fosse accorto della sua presenza; eppure sapeva che lei sarebbe stata li, glielo aveva detto al telefono sperando di convincerlo a raggiungerla, adesso lui era li e la ignorava. la ragazza penso che doveva essere stato altrettanto spiacevole per alex, quando era stata lei a comportarsi cosi, lo aveva fatto spesso, non aveva avuto intenzione di ferirlo ma non sempre le sue azioni rispecchiavano le sue intenzioni. ando da lui che era ancora chino sul bancone e gli si sedette vicino.

"ciao."

alex non si mosse dalla sua posizione.

isabel dovette scuotergli la spalla per richiamare la sua attenzione, poi gli chiese:

"pensieri profondi?"

"cosa…?" chiese confuso il ragazzo che finalmente si volto a guardarla.

"a cosa pensavi? sem

avi assente…" isabel chiese, cercando di non sem

are troppo pressante.

"sono un po' confuso, tutto qui."

"oh…" fu l'unica cosa che riusci a dire mentre si faceva sempre piu plausibile l'idea che lui fosse confuso in merito alla loro relazione, che pensasse che per lei fosse solo qualcosa di poco serio, la possibilità la spaventava perché solo adesso era riuscita ad abbassare le sue difese, a mettere da parte la paura di aprirsi e forse era già troppo tardi.

"perché non andiamo al mio tavolo e parliamo un po'…? sempre se ti va."

alex sem

o rinsavire: "certo che mi va."

si alzarono e, dopo un attimo di esitazione, alex le prese la mano per percorrere il

eve tratto fino al tavolo che lei aveva indicato, non appena fu seduto di fronte a lei torno a sorridere ed a guardarla negli occhi. isabel si senti un po' rassicurata da questo, ma restava preoccupata per lui.

"stai bene alex?"

"adesso si." era come se la presenza di isabel lo avesse riportato alla normalità, o quasi.

"quando poco fa hai detto che eri confuso, ti riferivi a noi due?"

"no, assolutamente no. anzi scusami, devo essere stanco. non riuscivo a pensare chiaramente."

"eri strano, mi hai fatto preoccupare."

"non devi, va tutto bene." non sapeva bene perché, ma non voleva dirle cosa gli era successo.

isabel annui, alex ordino un orange soda e lei una cherry coke alla quale non manco di aggiungere del tabasco.

"allora come è andato lo studio?"

"non c'era nessuno studio, quelle pesti di liz e maria mi hanno convinto ad inventare una scusa per non accettare subito la tua proposta di vederci… cosi avrei avuto io il controllo… - confesso alex sorridendo - … non fulminarmi!"

la ragazza si finse indignata: "non credevo che ricorressi a questi bassi mezzi! per non parlare del comportamento di poco fa, all'inizio credevo volessi farmela pagare per il modo in cui mi sono comportata con te a volte…"

"qualche volta potrei decidere di farlo… grazie per il suggerimento."

isabel gli colpi scherzosamente il

accio: "e alla fine cosa ti ha fatto cambiare idea e addirittura confessare il vostro sordido piano?"

"semplice, la debolezza umana. avevo troppa voglia di vederti."

"senti, pensi che… possiamo considerarci…"

"si?"

"…cioè, stiamo insieme?"

"si, io credo proprio che si possa dire di si. a te sta bene?"

"assolutamente si." isabel sorrise.

alex le prese le mani nelle sue. "perfetto… allora isabel, esci con me domani sera?"

"con molto piacere."

continuarono a chiacchierare per alcuni minuti finché il signor parker li invito gentilmente ad andare via perché doveva chiudere. usciti dal locale, alex le chiese se fosse venuta in macchina.

"si con max, ma poi gli ho detto che poteva anche andare via, si annoiava, liz non era di turno stasera."

"o forse preferiva andare da qualcun'altra." azzardo alex.

"non penso, credo sia pentito di aver baciato tess…" nel sentire quel nome alex si irrigidi un attimo. penso che cio fosse dovuto al fatto che la ragazza non le era mai andata molto a genio, principalmente perché voleva convincere isabel a stare lontana da lui. decise di non farci caso.

"a meno che non intendessi fare l'autostop o una bella passeggiata notturna, eri sicura che sarei venuto io?"

"abbastanza." ammise isabel.

si baciarono, ma solo finché max si schiari la voce per rendere nota la sua presenza.

"ti stai divertendo whitman?" chiese max un po' seccato di vederlo baciare sua sorella in mezzo alla strada a quell'ora.

"non posso lamentarmi." isabel gli lancio un'occhiata, max diventava pesante quando faceva il protettivo ma se alex gli rispondeva in quel modo non lo avrebbe certo dissuaso, anzi tutto il contrario.

isabel si rivolse a max. "come mai sei qui?"

"per riportarti a casa in effetti…"

"max, non sei il mio custode!"

"solo per vedere se avevi bisogno di un passaggio." si affretto a rispondere.

"che fratellino premuroso…" isabel roteo gli occhi un po' esasperata.

"ma visto che c'è alex…" disse max un po' incerto.

"si ho la macchina proprio qui." disse alex.

"…allora credo che ti lascero in buone mani. ne approfitto per salire da liz."

"benissimo." disse la ragazza.

max si rivolse ad alex: "me ne vado solo perché sei un

avo ragazzo. lo sei vero?" max gli mise una mano sulla spalla.

"si certo. fai anche tu il

avo ragazzo di sopra con liz." rispose alex.

max fu un po' sorpreso dall'improvviso scambio delle parti e si limito ad annuire ed andare via.

appena suo fratello fu abbastanza distante, isabel sorridendo si rivolse ad alex.